CONVEGNO CONSAP SULLA SICUREZZA
ALTRO CHE PERCEZIONE, L'INSUCUREZZA E' REALE

La Consap durante un convegno snocciola i dati dei 36 commissariati di città ed avanza proposte concrete per ridare dignità operativa al personale e tranquillità ai cittadini. “Razionalizzare per l’Amministrazione e per la Questura vuol dire chiudere per noi significa recuperare le risorse disponibili al servizio della collettività” con queste parole Giorgio Innocenzi Segretario Generale Nazionale della Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato, ha sintetizzato le conclusioni del convegno Sicurezza nella città: analisi e proposte, tenutosi oggi a Roma. “La Consap non si stancherà mai di rivendicare maggiori risorse per la sicurezza – ha detto Innocenzi davanti ad una platea di qualche centinaio di delegati uomini e donne della Polizia di Stato in rappresentanza di tutti gli uffici e dei 36+3 commissariati di città – ma siccome i fondi tardano e per i prossimi anni non sono previsti potenziamenti organici, (andranno in pensione 5000 colleghi e ne assumeremo appena 600/700), non rimane che cercare alternative praticabili. Vogliamo concorrere fattivamente ad un processo di razionalizzazione delle depauperate risorse disponibili, le migliaia di colleghi che oggi sono utilizzati in servizi quali scorte e vigilanze, se non addirittura nel ruolo di parcheggiatori”. Razionalizzare per la Consap vuol dire anche rimodulare la forza operativa, adeguandola alle accresciute esigenza della città: nella periferia vive la maggior parte della popolazione eppure lì troviamo il rapporto operatore popolazione più alto: si va da 1 operatore per 219 abitanti del centro storico fino ad 1/2284 di un municipio appena periferico come il quarto. Nel corso del convegno la Consap ha snocciolato i dati della città di Roma che testimoniano di questo squilibrio, che giustifica, al di la delle ormai consuete ed anche pericolose sottovalutazioni dei vertici, il timore dei romani per la mancanza di sicurezza: I municipio 6 commissariati, 559 operatori rapporto 1/219; II municipio / 3 comm.ti/ 206 op. 1/600; III municipio 2 comm.ti 125 op. 1/450; IV – 1 comm.to – 89 op. 1/2280; V Mun. 2 comm.ti – 131 op. 1/1400; VI municipio 2 comm.ti 113 1/1100; VII mun. 1 comm.to – 100 op. 1/1300; VIII m. 113 op. 1 comm.to 1/1900; IX m. 2 comm.ti – 130 op. 1/1030; X m. 2 comm.ti/ 170 op. 1/1000; XI m. 2 comm.ti 150 op. 1/1000; XII m. 2 comm.ti 200 op. 1/880; XV m. 1 comm.to 90 op. 1/2400; XVI m. 1 comm.to 90 op. 1/1600; XVII m. 2 comm.ti 166 op 1/440; XVIII m. 1 comm.to 80 op. 1/1800; XIX m. 2 comm.ti 140 op. 1/1350; XX m. 2 comm.ti 135 op. 1/1120. Statistiche allarmanti che testimoniano al di là di ogni strumentalizzazione statistica che la situazione è grave e che le politiche della sicurezza siano esse di destra o di sinistra sono totalmente in controtendenza rispetto alle esigenze della cittadinanza. Nel corso dell’acceso dibattito che ha visto gli interventi del noto criminologo e dirigente della Consap Marco Strano e di Michele Baldi candidato presidente alla Regione Lazio con la lista Movimento per Roma e per il Lazio, sono state affrontate anche le carenze tecniche operative degli uffici con pc che vengono donati da aziende varie e che in quanto tali non possono essere messe in rete, da colleghi che effettuato operazione con i mezzi privati per la carenza di auto, fino alla fatiscenza di molte strutture non a norma con la legge 81/200 ex 626/94. La Segreteria Provinciale di Roma della Consap ha anche denunciato che il tanto decantato poliziotto di quartiere a Roma non esiste solo il 10 % dei commissariati effettua il servizio e delle 160 pattuglie previste se ne riescono a formare appena una decina. Nel dibattito sono state affrontate anche le carenze tecniche- operative dei commissariati dei castelli e del litorale romano. Un j’accusè documentato al quale ora si aspetta la risposta dall’Amministrazione e del questore di Roma.
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