I POLIZIOTTI DEBBONO POTER SCIOPERARE
FINANZIARIA 2010 : NULLA DI NUOVO.

Il Governo ancora una volta, senza alcun confronto preventivo con le organizzazioni sindacali della Polizia di Stato, si appresta a definire la manovra finanziaria per il 2010. Dopo aver tagliato con il decreto Brunetta 16 milioni di euro sul capitolo degli straordinari, il 50% delle disponibilità per l’ordine pubblico, il 20% di quelle relative alle missioni nazionali, alla pulizia dei locali e alla manutenzione degli impianti e ben l’80% di quelle necessarie agli armamenti, nella legge finanziaria in corso di predisposizione non sono prevede risorse aggiuntive per valorizzare la nostra specificità professionale, per avviare la riforma delle carriere e per l’apertura dei tavoli per la previdenza complementare. Un vero e proprio scandalo. Nel frattempo, con un ritardo abissale, il Dipartimento ci sta finalmente pagando la trance finale dell’ex premio di produttività che i carabinieri hanno preso da diversi mesi. Di fronte a questa situazione scandalosa ed inaccettabile dobbiamo sorbirci le chiacchiere del siulp e del sap e dei sindacati accodati sull’esito della fallimentare manifestazione di piazza. Chiacchiere e distintivo. Lo sanno tutti ormai che queste forme di protesta non hanno alcun valore e non portano da nessuna parte. Il Governo, infatti, ancora una volta si sta accingendo a predisporre una legge finanziaria con la quale non manterrà fede agli impegni presi in occasione delle elezioni politiche e in tutte le successive occasioni pubbliche. Purtroppo questa legge finanziaria è l’ultima occasione per stabilire con chiarezza le risorse necessarie per l’anno 2010 per assolvere agli impegni assunti in tema di sicurezza nei confronti dei poliziotti e dei cittadini. Per questo la Consap si batte da tempo per ottenere il riconoscimento del sacrosanto diritto di sciopero. Solo una forte rappresentanza, determinata anche ad usare l’arma principale delle vere organizzazioni sindacali, potrà costringere il Governo ed il Parlamento ad assumere scelte chiare e precise in favore della nostra categoria. Le belle parole e le promesse da marinaio non incantano più nessuno. E’ giunto il momento dei fatti.
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