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GOVERNO : SPIRATA LA DELEGA PER ARMONIZZARE REQUISITI PENSIONISTICI. MINISTRO FORNERO CHIARISCA.

"Il termine ultimo del 31 ottobre 2012 per l'emanazione del decreto del Presidente della Repubblica recante regolamento ai sensi dell’art. 24, comma 18, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, per l’armonizzazione all’assicurazione generale obbligatoria dei requisiti minimi di accesso al pensionamento del personale del comparto difesa-sicurezza e del comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico nonché di personale vario iscritto presso l’Inps, l’ex-Enpals e l’ex-Inpdap, è ampiamente scaduto.

L'articolo 24, comma 18 della legge delega stabilische che il "regolamento" è da "emanare entro il 31 ottobre 2012, ai sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400", e cioè "con decreto del Presidente della Repubblica".

I previsti pareri non sono stati espressi e, oggi, di questo d.P.R. non vi è traccia, nemmeno nell'elenco degli atti firmati dal Presidente della Repubblica che è pubblicato sul sito istituzionale del Quirinale.

Come avvenuto per ben due volte consecutive in occasione dell'esercizio di un'altra delega per l'emanazione di un "regolamento" - in quei casi si è trattato di quello di riordino della Croce rossa italiana - anche in questa occasione il Governo è riuscito a far scadere il termine a sua disposizione.

Se il Presidente della Repubblica dovesse emanare il relativo d.P.R. lo farebbe comunque in ritardo e a delega scaduta e questo lo renderebbe immediatamente censurabile nelle sedi giurisdizionali.

Ci auguriamo che nel corso dell'audizione del Ministro Elsa Fornero sui requisiti di accesso al trattamento pensionistico da parte del personale dei settori Difesa e Sicurezza in programma oggipresso Commissioni Affari Costituzionali, Difesa e Lavoro, siano dati gli opportuni chiarimenti sul mancato esercizio della delega nei termini di legge."

 

APPROVATA LA MANOVRA FINANZIARIA. LE FORZE DI POLIZIA TRA LE CATEGORIE PIU’ COLPITE. CONSAP : FORTE MOBILITAZIONE E SCIOPERO PER I POLIZIOTTI.

La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la manovra ed il Presidente della Repubblica ha già promulgato la legge. Mille euro di tasse in più in due anni. Tanto potrebbe costare a una famiglia media il taglio delle deduzioni, detrazioni e sconti fiscali previsto nel 2013 e nel 2014 dalla manovra per la correzione dei conti pubblici.

Sul fronte della previdenza tutti lasceranno il lavoro piu tardi; le pensioni, tranne quelle fino a tre volte il minimo, subiranno un taglio dell'adeguamento al costo della vita; e sui trattamenti superiori a 90 mila euro l'anno scatterà un prelievo straordinario. Resteranno più a lungo al lavoro anche coloro che, dal prossimo gennaio, raggiungeranno 40 anni di contributi.

Il governo, inoltre, ha prorogato di un ulteriore anno il blocco del trattamento economico dei poliziotti.

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Diritto di Sciopero

PETIZIONE AL PARLAMENTO

 

inviata ai Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica

 

 

dalla

 

CONFEDERAZIONE SINDACALE AUTONOMA DI POLIZIA

organizzazione maggiormente rappresentativa della Polizia di Stato

 

 

in materia di

 

 

 

Norme per l’esercizio del diritto di sciopero del personale appartenente ai ruoli della Polizia di Stato e forme di azione e tutela dell’autonomia collettiva.

 

 

 

On.li Deputati e Senatori,

 

in occasione dell’approvazione del Nuovo ordinamento dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, di cui alla legge 1° aprile 1981, n.121 il legislatore introducendo la sindacalizzazione del personale civile della Polizia di Stato, seppur limitata a organismi appartenenti all’Amministrazione stessa e prevedendo una forma autonoma di contrattazione collettiva, ha tuttavia vietato l’esercizio del diritto di sciopero e forme sostitutive dello stesso ai sensi dell’art. 84.

Le organizzazioni sindacali sono state così private del più efficace strumento di tutela dell’autonomia collettiva e il sistema che ne è derivato ha privato tali organismi di rappresentanza di qualunque capacità e incisività rappresentativa.

I tre elementi di compensazione previsti nel disegno originario hanno perso nel corso del tempo qualunque efficacia.

Il Consiglio Nazionale di Polizia, benché espressamente previsto dall’art. 85 della Legge 121/81, non è operativo e dal 1984 non sono state più avviate le consultazioni elettorali per l’elezione dei componenti stessi.

La garanzia prevista dall’art. 7, comma 13 del D.L.vo 195/95 (….nel caso di mancata definizione dell’accordo contrattuale, entro novanta giorni dall’inizio delle procedure, il Governo riferisce alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica nelle forme e nei modi stabiliti dai rispettivi regolamenti) si è purtroppo dimostrata del tutto fallace.

Le disposizioni in materia di partecipazione dei rappresentanti elettivi del personale nelle Commissioni e ne Consiglio di Amministrazione sono state ritenute implicitamente abrogate dal Consiglio di Stato, per effetto del D.L.vo 29/93.

Dell’impianto originario della legge di riforma della Polizia, non residua a questo punto che il solo esercizio limitato del diritto di associazione sindacale.

In tale contesto, si è venuto a maturare uno stato di forte tensione e disagio tra tutto il personale di polizia, specie per la corresponsione di trattamenti economici del tutto insoddisfacenti rispetto ai rischi professionali e ai carichi di lavoro.

Per tale situazione la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia rivendica il riconoscimento di diritti di tutela de personale rappresentato più incisivi e, comunque, conformi allo sviluppo delle relazioni sindacali ne pubblico impiego a norma dell’art. 40 della Costituzione.

L’approvazione di una legge che assicuri, anche al personale civile della Polizia di Stato l’esercizio del diritto di sciopero previsto dall’art. 40 della Costituzione, si impone alla luce dell’attuazione delle nuove norme introdotte in materia di sciopero nei servizi essenziali nonché dal fatto che il diritto di sciopero è già riconosciuto anche ad una serie di Autorità dalle quali la stessa Polizia di Stato in definitiva funzionalmente dipende.

In particolare, non si può non annoverare tra queste autorità, i magistrati e i giudici dell’Ordine giudiziario ordinario, nonché i dirigenti dell’Amministrazione civile dell’Interno – carriera prefettizia – che esercitano poteri di disposizione e supremazia sulla Polizia di Stato.

Un diverso trattamento tra le categorie del pubblico impiego non appare conforme ai canoni di cui agli artt. 3 e 40 della Costituzione.

In questa prospettiva, nell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, la nuova disciplina potrebbe individuare:

-          una serie di prestazioni “indispensabili” che debbano essere comunque garantite;

-          modalità di proclamazione delle sciopero;

-          un termine minino di preavviso;

-          indicazione dei settori e degli uffici interessati all’agitazione;

-          la previsione che o sciopero non possa perdurare oltre un termine “ragionevole”.

Tanto premesso, si chiede che la presente petizione possa essere portata a conoscenza degli onorevoli deputati e senatori, quale espressione e richiesta di tutti gli aderenti alla Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia.

 

MEGACONCORSI PER SOVRINTENDENTI: LA CONSAP BOCCIA LA PROPOSTA ED ABBANDONA IL TAVOLO TECNICO.

Nella mattinata odierna, presso il compendio Castro Pretorio, ha avuto luogo una riunione del tavolo tecnico istituito per individuare soluzioni per ripianare le gravi carenze di organico del Ruolo dei Sovrintendenti, provocate dalla grave e duratura inerzia dell'Amministrazione nel bandire i relativi concorsi annuali.

Presenti per l'Amministrazione la dottoressa Iodice dell'Ufficio AAGG e Giuridici, il dott. D'Ambrosio delle Risorse Umane, il dott.Dionisi dell'Ufficio Concorsi e la dottoressa Ermini dell'Ufficio Relazioni Sindacali.

La CONSAP, rappresentata da Mauro Pantano, in via preliminare ha formalmente richiesto di dare esecuzione al concorso per Vice Sovrintendente già bandito, per evitare la beffa ed il danno ai tanti colleghi impegnati da tempo nello studio di  preparazione .

Pantano ha duramente bocciato la nuova bozza propositiva presentata dall'Amministrazione, ritendola fortemente iniqua e pregiudizievole per moltissimi colleghi; ha ribadito la necessità di un provvedimento complessivo in grado di rigenerare Ruoli e Qualifiche di un apparato malato e fortemente immotivato.

Il rappresentante CONSAP ha infine richiesto  alla delegazione pubblica  di sollecitare il Ministro Cancellieri  ad adempiere l'impegno assunto di formalizzare il provvedimento  per  il riordino delle carriere.